Rolando Bettelli

Rolando Bettelli, amico carissimo e voce nobile del Coro di Canto Gregoriano nella Chiesa di S. Maria a Corso Garibaldi, titolare della grande “Ferramenta dai 30.000 articoli” di Via Campo di Marte.
Rolando da molto tempo ha nel cassetto dei progetti da lanciare agli Eugubini tutti, a beneficio del rilancio di Gubbio. Me ne ha parlato molte volte, finalmente sono riuscito a strappargli di mano gli appunti in cui li aveva abbozzati.
Li offro, con il suo permesso, alla considerazione di tutti e li inserisco sotto una nuova voce del mio blog: “Progetti di rilancio”: quella di Rolando è una progettualità di cui oggi c’è bisogno prioritariamente in una città come Gubbio, dove le fonti di reddito sono drammaticamente in crisi.

Don Angelo M. Fanucci, marzo 2015.

I contributi di Rolando sono tre, su tre temi diversi:

  • IL PERCORSO FRANCESCANO GUBBIO-ASSISI: UN ALLETTANTE PACCHETTO TURISTICO/CULTURALE DI FINE SETTIMANA
  • LA PRIVATUZZAZIONE DELLA GUBBIO CULTURA MULTI SERVIZI
  • UN PROGETTO DI RIUSO DELL’EX OSPEDALE DI PIAZZA 40 MARTIRI

IL PERCORSO FRANCESCANO GUBBIO-ASSISI

La via francescana Gubbio-Assisi esercita oggi un fascino notevole su di un numero di persone di molto superiore a quello che attualmente la praticano. Io credo che occorra
offrire pacchetti diversi a seconda delle esigenze dei viaggiatori.
Periodo di riferimento: tra il 1 aprile e il 31 settembre.
Pacchetto con sosta a Gubbio di un giorno.

Arrivo a Gubbio il sabato sera, sistemazione pernottamento (nel residence Coppiolo o in agriturismi viciniori, …) cena.
Dopo cena, a scelta

  • visita notturna alla citta
  • approfondimento sull’anima autentica del Francescanesimo, sotto la guida di un esperto.

Il mattino seguente colazione entro le 8; alle 8 e 30, partenza con accompagnatore per la visita alla città, con particolare attenzione ai luoghi francescani.
Si parte dalla chiesa di San Francesco (case e fondaco Spadalonga), per via Piccardi si raggiunge Piazza Grande, sosta con vista panoramica sulla città; rapida visita ai due più prestigiosi monumenti di Gubbio, il palazzo dei Consoli e soprattutto la strabiliante ma elementare struttura architettonica di Palazzo Pretorio; in ascensore si sale fino al duomo e al Palazzo Ducale, invitando tutti gustare come la semplice visione di una semplice cortile d’ingresso possa indurre tanta pace interiore. Sosta per un caffè ai giardini pensili di Pala zzo Ducale.
Attraverso Via Ducale, Via XX Settembre e via Baldassini si raggiunge Ia chiesa di San Francesco della Pace e in essa le testimonianze, uniche nel loro genere, circa l’incontro tra San Francesco e il lupo (si tenga presente che in tutto il mondo, assolutamente tutto, il nome di Gubbio sia legato alla storia del lupo molto ma molto di più di quanto lo sia per S. Ubaldo o per i Ceri). di Gubbio).
Si scende per Via Cavallotti (“le scalette dei zoppi”), si risale Corso Garibaldi fino a dove inizia Via Aquilane, si scende verso S. Pietro, alla Vittorina e al suo parco, dove i partecipanti potranno rifocillarsi grazie alla “Bisaccia del pellegrino” che viene loro consegnata insieme alle “Credenziali dei pellegrino”, un attestato del percorso compiuto debitamente autenticato.
In caso di maltempo si utilizzerà il locale adiacente alla chiesetta.
Tutto rigorosamente a piedi, una performance sportiva adatta a tutti, tra compagna e città, con una guida esperta e coinvolgente, che entrando in città sia capace di sollecitare il gusto del percorrere il centro urbano tra strade, piazze , salite, scalinate, panorami sulla città e ampie aperture sulla campagna, scorci maestosi e angoli suggestivi, memorie francescane e vicoli brevi percorrendo i quali a piedi la visione della città cambia ogni cinque metri: il “vicus ultra aquam” (IL fiume per eccellenza, il torrente/ campetto di calcio di S. Martino, l’abbondanza, “‘l vigolo del pisciatoro”, Via Cristini), oppure il decumano (Via Aquilante, l’intrico dei vicoli di vaccheria), oppure la coerenza stilistica tra Via dei Consoli, Piazza Grande e Via dei Cavalieri.
Pomeriggio, riposo, o giochi assortiti (dama, scacchi, burraco,…), o visita guidata alla Fattoria Sociale Colfiorito di Gubbio.
Al tramonto, tappa di avvicinamento ad Assisi, con il trasloco in Zona Fassia, per la cena e il pernotto nella Fattoria Sociale Colfiorito di Gubbio, o nel Residence Finetti, o a Villa Mozart.Il mattino seguente, à la madrugada (= molto presto) partenza per Valfabbrica, tutti insieme s’imbocca il Sentiero Francescano; un pick up anche di seconda mano trasporta i bagagli a Valfabbrica.
Si percorre l’intero sentiero Francescano.

Pacchetto con sosta a Gubbio di due giorni

Si arriva a Gubbio il venerdì sera, si riparte verso la zona di Fassia la sera di domenica per cena e pernotto.
La mattina del lunedì inizia il percorso del Sentiero Francescano.
La visita a Gubbio che nel pacchetto di un giorno dovrebbe durare circa 5 ore, può essere diluita, approfondita, ed allargata ad altri luoghi ricchi di interesse, come un drink nelle Logge dei Tiratori, una puntata all’Abbazia di Vallingegno, un quarto d’ora (o anche mezz’ora) ad ascoltare l’Assessore Ancillotti di fronte alle Tavole Eugubine, un breve recital di antiche poesie (Saffo, Pindaro Catullo) al Teatro Romano, ascesa alla Torre di Porta Romana, la Pinacoteca comunale, la Sala dell’arengo con spiegazione della sua funzione, la gola del Bottaccione e l’ipotesi Alvarez circa la scomparsa dei dinosauri, San Benedetto e il suo chiostro interno, via Capitano del Popolo, Via del Popolo Santa Croce, Parco Ranghiasci, Museo Diocesano, San Marziale, basilica di Sant’ Ubaldo (con possibilità di un sobrio pranzo), Ceri e Museo delle memorie ubaldiane, con il video della Festa dei Ceri. Ritorno in città, percorrendo in discesa gli stradoni che i Ceri percorrono in salita, correndo.

Altri possibili pacchetti
Possibili e molto interessanti soggiorni di una settimana, puntando su varie opzioni, come base.

Si potrebbero stipulare accordi con le botteghe artigianali esistenti, studiando come far diventare ogni laboratorio artigiano diventi una bottega didattica: per una settimana vis si insegnando antichi mestieri a turisti intelligenti e curiosi, nella spettacolare cornice della citta di pietra. Le botteghe artigiane ne trarrebbero un doppio vantaggio: la vendita dei prodotto finito e il compenso per le lezioni tenute. A seconda delia stagionatura, si potrebbero implementare dei soggiorni a tema rivolti anche a famiglie con bambini.

Nel periodo della raccolta dei tartufi neri
si potrebbero far partecipare attivamente turisti motivati, con Ia possibilità, da parte dei partecipanti, di raccogliere ili pregiato tubero di tenere per sé una metà del raccolto.
Altra iniziativa del genere potrebbero attecchire nel periodo della raccolta del grano turco, raccolta nei campi e scartocciatura a mano; in un ’altro periodo, quello della raccolta dei pomodori: l’ospite partecipa prima alla raccolta e alla selezione, poi alla preparazione della conserva, con Ia possibilità di portare a casa il prodotto finito, tutto in parte. Idem nel periodo della raccolta delle e della produzione dell’olio (che fra l’altro sarebbe di altissima qualità). Nel periodo della “concia” del maiale sarebbe coinvolgente insegnare l’arte norcina, con la possibilità da parte dei clienti di portare a casa parte del prodotto realizzato con le proprie mani.

Percorsi cicloturistici
Si potrebbe creare una rete di noleggio di biciclette elettriche “a pedalata assistista” e affidarsi a società tipo Ia tedesca MOVELO per creare una rete di punti di noleggio, vicino a strutture d’accoglienza alberghiera, possibilmente dotate di colonnine per la ricarica, che fornirebbero le bicicletta a noleggio giornalmente; piazzate in punti strategici della città, esse spingerebbero i turisti ad esplorare anche i punti meno conosciuti di questa nostra straordinaria città.

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