L’ENNESIMA NOVITA’ DI PAPA FRANCESCO

Nella vita della Chiesa, ancora una volta grazie a Papa Francesco, è successo qualcosa di veramente straordinario. Forse non ce ne siamo accorti, perché Papa Francesco è fatto così: per lui vivere da cristiani vuol dire davvero “in novitate vitae ambulare”, camminare in una costante novità di vita, lanciare provocazioni inedite che hanno radici antiche, senza peraltro finire tra i cultori acritici di ogni novità; Papa Francesco lo sa che è una sciocchezza pensare che il nuovo sia sempre e comunque positivo, e il vecchio sempre e comunque negativo.
Papa Francesco è attento a tutto quello che accade oggi ed è accaduto ieri nella Chiesa e paraggi, e a tutto quello che si dice oggi e a tutto quello che si diceva ieri nella Chiesa e paraggi. L’esortazione apostolica “Evangelii gaudium” dimostra che lui tiene presente tutto: nell’”Evangelii gaudium” ci sono ben 216 citazioni che dimostrano come quest’uomo tenga presente lo sterminato panorama del pensiero ecclesiastico, citando Giovanni Paolo II come Paolo VI, S. Tommaso d’Aquino come i Vescovi della Filippine, i Vescovi del Congo come Platone, Romano Guardini, Papa Giovanni, Platone.
Tra le “novità” che in realtà tali non sono, ma sono antiche modalità di essere chiesa che meritano di venire recuperate, c’è la consultazione del popolo di Dio sui vari problemi emergenti nella vita della Chiesa.
Uno di questi problemi da sempre il Papa l’ha percepito come un dramma: la situazione della famiglia nel mondo moderno; e ha deciso di affrontarlo, questo dramma, con un metodologia nuova: ha incaricato un cardinale di sua fiducia, un teologo eccellente, il card. Kasper, di redigere un documento da sottoporre ai Vescovi, pregandolo di non glissare nemmeno sui temi più scottanti, come quello dei divorziati risposati che vogliono sentirsi dentro la Chiesa, o come quello dell’omosessualità.
E Kasper gli ha dato retta, redigendo una “Relatio ad Synodum” che ha fatto scalpore.
Un gruppetto di cardinali e di vescovi hanno reagito recuperando niente di meno che il Card. Ciappi, un domenicano che ho conosciuto anche io, quando studiavo al Laterano; il suop titolo era (mi pare) quello di “Maestro dei Sacri Palazzi”, e fu il teologo di fiducia di Pio XII, di Papa Giovanni, di Paolo VI, di Giovanni Paolo II (nel primo periodo del suo pontificato); ebbene, Padre Ciappi, Maestro dei Sacri Palazzi, avrebbe (abusivamente) profetato: Il Terzo Segreto (di Fatima) dice che la grande apostasia nella Chiesa inizierà dal suo vertice. È la conferma ufficiale del segreto rivelato dalla Madonna a La Salette nel 1846. E ancora: La Chiesa subirà una terribile crisi. Essa sarà eclissata. Roma (il Vaticano) perderà la fede e diventerà la sede dell’Anticristo.
Quando l’ha saputo, Papa Francesco ha perso la pazienza e ha giubilato i capi dell’opposizione, a cominciare dal card. Raymond Leo Burke, statunitense, che aveva alzato la voce in pubblico contro il documento approntato dal Card. Kasper contro lo stesso Papa. Burke era al vertice della Segnatura Apostolica (la Corte di Cassazione della Chiesa), Francesco l’ha nominato … assistente spirituale dell’Ordine dei Cavalieri di Malta, quello di Madre Dorotea
E subito dopo ha fatto pubblicare per intero la relazione di Kasper, che oggi tutti possono acquistare dall’Editrice Queriniana a 9 €, e invitato tutti i cattolici a dire la loro.
La mia generazione è cresciuta con in mente la distinzione fra Chiesa Docente (la “Chiesa che insegna”: il Papa e i Vescovi) e Chiesa Discente (la “Chiesa che impara”: tutti gli altri). Il Popolo di Dio era diventato muto. Dicevamo -sì- che tutti abbiamo ricevuto lo Spirito Santo nel Sacramento della Confermazione, ma era uno Spirito Santo … timoroso, capace solo di ascoltare, silenzioso. E quando fummo battezzati, ad un certo momento del rito il Sacerdote Celebrante ci toccò le labbra dicendo: “Apritevi”, ma si sottintendeva “per fischiettare le canzoni di Sanremo.
Ora Papa Francesco vuole ridare la parola al Popolo di Dio e prendere sul serio quello che lui dice.
Anzi, il Papa “venuto dalla fine del mondo” prende tutti sul serio. In nome del suo Dio, che è il Dio di tutti.
E che ce ne faremmo di un dio che fosse solo il dio di qualcuno? E di un cristo che fosse morto in croce per i parenti prossimi e gli amici più cari?
“In alto i cuori!!”: ma in alto sul serio, non solo al di sopra delle nostre grandi miserie, ma anche delle nostre povere utopie

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